domenica 5 ottobre 2008

Riceviamo e pubblichiamo. Eventuali adesioni possono essere aggiunte lasciando un messaggio a questo post, o scrivendo a edicoladipinuccio@gmail.com


APPELLO PER LA SALVAGUARDIA
DI LUOGHI, EDIFICI E BENI CULTURALI SIMBOLICI
PER LA COMUNITA' DI CINQUEFRONDI

Apprendiamo da notizie di stampa dell'imminente avvio dei lavori per la costruzione della nuova sede municipale, sulla superficie su cui un tempo sorgevano le Carceri mandamentali. Dalle stesse fonti si viene a sapere che l'attuale Palazzo Comunale verrà destinato a sede della Comunità Montana.

Noi, cittadini di Cinquefrondi, con il presente Appello intendiamo rivolgerci al Sindaco, ai responsabili delle Belle Arti di Reggio Calabria, e a tutte le autorità interessate, affinché vengano tutelati i beni culturali che appartengono alla Comunità, e che di essa ne sono il simbolo.

In particolare, esprimiamo la nostra perplessità sull'allocazione degli uffici della Comunità Montana nei locali dell'attuale Municipio, e ciò per diverse ragioni:

Il palazzo Municipale rappresenta una delle opere architettonicamente più di rilievo dell'intero paese. Oggi è divenuto inadeguato ad ospitare tutte le attività burocratiche del Comune, ma la sua vocazione naturale è quella di diventare, una volta restaturato nel rispetto della sua identità, un luogo di rappresentanza dove svolgere le iniziative ufficiali della Città e ricevere eventuali ospiti di riguardo. Una destinazione a uffici aperti al pubblico potrebbe portare a ulteriori trasformazioni strutturali - dopo quelle subite nel recente passato - e trasfigurare in modo irrimediabile l'edificio.

Inoltre, noi firmatari del presente Appello chiediamo alle autorità responsabili di voler ricostituire, all'interno dell'attuale Municipio, la Sala del Consiglio Comunale, rimuovendo le pareti in cartongesso, ripristinando la carta da parati e soprattutto ricollocando nella loro sede naturale gli artistici banchi dell'Assemblea, opera di geniali artigiani locali e ricchi di sculture e bassorilievi. Analoga iniziativa si richiede per il recupero dei mobili e degli arredi un tempo presenti nella Sala della Giunta.

Infine, esprimiamo allarme per la superficialità con cui vengono custoditi beni culturali di rilevante interesse per la storia di Cinquefrondi, come accade ad esempio con l'archivio storico comunale, abbandonato ai topi e all'umidità in un garage, o le medaglie appartenute al generale Pepe, cinquefrondese insignito della Legion d'Honneur, attualmente esposte senza tutela alcuna nel corridoio della Mediateca comunale. Se a questi e ad altri beni culturali dovesse accadere qualcosa di negativo (come avvenuto in passato a numerosi altri oggetti: dalla fontana in ghisa della Villa ai mobili degli uffici comunali, ecc), dopo questa denuncia, saranno ritenuti direttamente responsabili i vertici dell'Amministrazione, che avendone il potere nulla fanno per proteggerli.

Cinquefrondi, 1 ottobre 2008

Primi firmatari:
Michele CARLINO
Giulio PITTALIS

16 commentaires:

Anonimo ha detto...

E che ne dite dei reperti archeologici di Contrada Mafalda ? Dopo anni dalla scoperta il Ministero dei beni culturali non ha fatto nulla per cercare di recuperarli o valorizzarli.

Anonimo ha detto...

IO LO SOTTOSCRIVO

Anonimo ha detto...

E' perfettamente vero che i beni, patrimonio storico e architettonico del nostro piccolo centro hanno da sempre avuto scarsa attenzione e riflettori abbassati, però è anche vero che le condizioni in cui versa contrada Mafalda sono vergognose e piuttosto che conservare le testimonianze di qualsivoglia resto architettonico, allo stato attuale si presenta come una discarica a cielo aperto. La nuova "evntuale" ubicazione della CM al posto del Comune non credo stravolga un patrimonio, quella sede è forse opportuno che venga ristrutturata e il Comune è lecito che si avvii ad un processo di modernizzazione, certo con attenzione alla memoria storica e con la conservazione delle testimonianze, ma piuttosto che chiudere quella sede e ridurla a topaia, ben venga il riutilizzo e la riqualificazione, sempre se la CM e l'attuale Amministrazione resisterà ai prossimi 2 anni.

Anonimo ha detto...

SOTTOSCRIVO A PEINO.bisogna cambiare mentalità nel nostro paese..bisonga che i nostri amministratori facciano delle politiche che uniscano sia la conservazione dei beni culturali ( la struttura attuale del comune deve essere storicamente ristrutturata e utilizzata solo per le riunioni del consiglio) sia la modernizzazione delle strutture per fornire servizi più utili al cittadino (informatizzare per esempio alcuni servizi del comune es.pagamento ici o erogazione certificati ma si può fare tanto altro)

cinquefrondese ha detto...

Sono d'accordo. Ma perché gli amministratori non intervengono per fare chiarezza?

Anonimo ha detto...

Su certe cosefore non conviene fare chiarezza o forse sicuramente non saprebbero chiarire la situazione

Mimì Giordano ha detto...

Dell'argomento Palazzo Comunale di Cinquefrondi avevo casualmente sentito parlare Michele Carlino con un compaesano a fine Agosto. Non so quanto potrà valere la mia opinione,ma sono d'accordo con l'iniziativa avviata affinchè il Palazzo Municipale rappresenti un patrimonio architettonico culturale che,come tale,vada difeso,conservato e valorizzato.
Lo stesso si dovrebbe fare per altri siti e giacimenti architettonici e archeologici del paese.Medesima attenzione andrebbe riservata all'edificio della Scuola Elementare "Francesco Della Scala",costruito nel 1932 e,all'epoca il miglior edificio della Provincia di Reggio Calabria.
Penso che la memoria storica di una Comunità costituisca la linfa che la stessa comunità può trarre dal passato per continuare a vivere,operare e comunicare nel futuro.
Un caro saluto a tutti i blogger.
Mimì Giordano

f.g. ha detto...

quella di michele carlino e giulio pittalis mi sembra un'ottima iniziativa, che sottoscrivo in pieno. un segno di vitalità e di energia, in un contesto cittadino capace di esprimere solo cose negative.
anni fa fui guardato malissimo per aver criticato in pubblico la decisione di devastare la storica sala del consiglio comunale per ricavarne due misere stanzette da adibire a ufficio.
proprio non ne vedevo la necessità e fui stupito dalla leggerezza con cui la decisione venne presa e attuata nel silenzio generale.
non so se l'appello di michele e giulio avrà riscontri pratici positivi o resterà nel vuoto. di sicuro è un segnale che va apprezzato, perchè indica che -nonostante tutto- è viva la speranza di un cambiamento in meglio per il paese. e per guardare al futuro poositivamente per prima cosa bisogna portare rispetto alle cose che vengono dal passato.
nella sala consiliare del vecchio municipio, di cui ormai resta traccia solo in poche fotografie, si è svolta la storia politica, le lotte e i dibattiti, le alleanze e le battaglie, e tutto ciò che puo' caratterizzare una piccola comunità.
forse siamo l'unico paese d'Italia il cui consiglio comunale si riunisce in una biblioteca.
ancora complimenti a michele e giulio per l'iniziativa e auguri.
un saluto a tutti
francesco gerace

carlo ha detto...

Bisogna assolutamente pubblicizzare questo appello e farlo sottoscrivere al maggior numero possibile di cinquefrondesi. Io sono con voi.
Carlo Bonini

Anonimo ha detto...

noto che l'appello pro municipio riscontra un forte consenso, ma credo sia fondamentale, perchè rimanga traccia della sottoscrizione, chiedere di essere inseriti come "firmatari" del documento/appello. Francesco gerace ricorda bene circa il caso dell'aula consiliare che se non sbaglio è stata modificata senza il consenso dei beni architettonici. Polemiche a parte ha ragione carlo sul pubblicizzare al massimo l'appello.

Anonimo ha detto...

Io aggiungerei qualcosa in più a quest'appello, che sottoscrivo con piena convinzione. Era proprio necessario costruire un altro palazzaccio che "ruba" spazi vitali al paese? Non sarebbe stato più utile, magari spendendo anche meno, acquistare e recuperare qualche edificio del centro storico, che attualmente versa in stato di quasi completo abbandono?
Non comprendo le ragioni di queste scelte, per me, assurde.
Per fare il politico occorrono queste doti: buon senso, sensibilità culturale e capacità di vedere oltre, di progettare il futuro, cose queste che sono lontane anni luce dalla mente dei nostri amministratori.......

Anonimo ha detto...

Che ne dite se si buttasse "lu BARRACCUNI "
CHE DETURPA IL PROSPETTO POSTERIORE del Comune che a suo tempo qualcuno costrui illegalmemte.
Significherebbe restituire splendore e lustro , oggi reso come "un gadinaru" .
Si garantirebbe le norme di sicurezza sul lavoro e di accesso a tutti.Magari creando una copertura stile liberty.
Peccato chi dorme prendera prima o poi i pesci in faccia.

Anonimo ha detto...

sono stato a cinquefrondi per natale, e le medaglie dell'illustre concittadino sono ancora lì. ogni commento è superfluo

Anonimo ha detto...

tanto faranno del comune ciò che vorranno...hanno sempre fatto così.
avevamo l'unica piazza al centro del paese dove si poteva fare qualsiasi cosa senza bloccare il traffico e stando comodamente in città...e invece la mitica piazza marconi una villetta semi privata di un consigliere che fu. vergogna

Michele Manferoce ha detto...

L’appello di Michele e Giulio è encomiabile e mi trova d’accordo. Vorrei anch’io aggiungere qualche considerazione e dico subito che un paese che non guarda al proprio passato è come un albero senza radici , destinato a morire. Non credo che costruire una nuova struttura (palazzaccio come è stato definito) per ospitare gli uffici comunali rubi spazi vitali al paese. Anzi, la struttura deve essere intesa come il Luogo Istituzionale più importante del paese e per questo più decoroso.
Andare ad acquistare e recuperare edifici privati per adattarli ad uffici pubblici costerebbe almeno tre volte in più di quanto si spende per la costruzione del nuovo edificio.
La nuova costruzione dovrebbe risolvere tutti i problemi logistici degli uffici.
L’attuale Amministrazione dovrebbe indire una o più assemblee pubbliche per sentire il parere dei cittadini in merito alla destinazione d’uso futuro dell’attuale Municipio.
In seguito, secondo il mio modesto parere, nell’attuale sede municipale il salone del Consiglio Comunale dovrebbe essere ripristinato come prima con i suoi mobili (li ha fatti mio nonno Domenico Manferoce) e adibito a salone di ricevimento e, le restanti stanze, destinarle a Museo dove raccogliere tutto il materiale che attualmente si trova sparso nei diversi locali comunali.

Anonimo ha detto...

Infatti è vero che la cinquefrondi istituzionale meriti una sede più appropriata che dia più dignità ai suoi dipendenti, e che permetta, dal punto di vista funzionale, agli assessori e consiglieri di svolgere il loro lavoro in maniera appropriata. Mi trovo d'accordo sulla finalità di museo della vecchia sede che proprio per le sue caratteristiche architettoniche, una volta recuperate, può rappresentare degnamente cinquefrondi, vista la storia di questo NOSTRO AMATO PAESE.

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